De politieke moord in Brussel op Berlusconi

Dat Berlusconi door bondskanselier Merkel en president Sarkozy belachelijk is gemaakt, zondag op een persconferentie in Brussel, is ook onder tegenstanders van Berlusconi hard aangekomen. Een enkeling maakt er bitterzoete grappen over. Maar de meeste commentaren zijn vernietigend – voor Berlusconi.

Zoiets is nog nooit gebeurd, schrijft Barbara Spinelli vandaag in een prachtig stuk in la Repubblica. Het is eigenlijk een politieke moord.

Chi frequenta i summit delle istituzioni europee, e ne conosce le deferenze opportuniste, le verità lente a dirsi, le cerimoniose capricciosità, non dimenticherà facilmente quel che è successo domenica, nella conferenza stampa di Nicolas Sarkozy e Angela Merkel a Bruxelles. Un giornalista li interroga sulla credibilità di Berlusconi, ed ecco che d’improvviso scoppia un’ennesima bolla, fatta sin qui di illusioni e non-detti: una delle tante, nei quattro anni di crisi che abbiamo alle spalle. La bolla di uno Stato-subprime: debitore di seconda categoria, poco affidabile. Alcuni giudicano disdicevole la sbirciata complice che si sono lanciati l’un l’altro Sarkozy e la Merkel, e umiliante quell’attimo muto, terribile, che ha preceduto l’erompere inaudito della risata, subito echeggiata dai giornalisti presenti. È vero, è stata umiliazione e anche qualcosa di più: un atto di sfiducia che non avanza più mascherata, che si esibisce senza pudori sapendo il consenso mondiale di cui gode. Un assassinio politico in diretta.  […]\

Il messaggio non potrebbe essere più netto, e ultimativo (“vi diamo tre giorni”). E c’è in esso del metodo perché ogni parola è pesata: è sulle istituzioni italiane che gli europei fanno affidamento, non sulla persona Berlusconi. Spetta all’insieme delle autorità italiane, politiche, finanziarie ed economiche mostrare il senso di responsabilità che il premier evidentemente non possiede. Può sembrare un insulto  –  un capo di Stato o di governo non dovrebbe ridacchiare in pubblico di un collega  –  ma la crisi che traversiamo è talmente vasta, e funesta per tutti i cittadini d’Europa, che il galateo diplomatico per forza si sfalda. […]

Dichiarandosi fiduciosi nell’insieme delle autorità italiane, i colleghi dell’Unione scommettono proprio su quella pluralità di poteri che Berlusconi continua a contestare, e a questi poteri si rivolgono: spetta a voi risolvere il rebus Berlusconi, e mostrare un senso di responsabilità che metta fine allo sberleffo mondiale scatenato da Palazzo Grazioli. È un appello, non recondito, alle forze responsabili della maggioranza: che sfiducino loro il premier, prima delle elezioni perché non c’è più tempo. Che mandino ai prossimi vertici europei un capo di governo di cui nessuno ridacchi più. […]Berlusconi non può più andare a Bruxelles, dopo un episodio del genere. Perché trascina verso il basso non solo l’Italia, ma l’intera zona euro.

Op zijn blog had de Brusselse correspondent van de krant ook al geschreven dat het lachen hem is vergaan, als het over Berlusconi gaat.

(O)sservando il sorriso di compatimento che Merkel e Sarkozy si sono scambiati a proposito di Berlusconi tra le risate della sala stampa, mi è venuta una amara riflessione. Quello, mi sono detto, è lo stesso sorriso che anni fa anche noi italiani ci scambiavamo davanti alle gaffes e alle miserie del Cavaliere. Un sorriso che mischia irritazione, senso di superiorità, sbiggotimento per il fatto che un simile personaggio abbia potuto assurgere alla guida di un grande Paese. Allora ridevamo, oggi piangiamo. A quando la stessa metamorfosi per la coppia franco-tedesca?

Ook in andere kranten zijn de commentaren zeer kritisch. Columnist Franco Venturini van de Corriere della Sera schreef hoe beledigd hij zich voelde – maar hij kon tegelijkertijd Merkel en Sarkozy niet helemaal ongelijk geven.

Non è stato bello, per un italiano, assistere ieri a Bruxelles alla conferenza stampa congiunta di Merkel e Sarkozy. Non è stato bello per un italiano, poco importa se berlusconiano o antiberlusconiano oppure ancora, come noi, semplice cronista. Perché per tutta la durata dell’incontro della cancelliera tedesca e del presidente francese con la stampa internazionale il capo del nostro governo, che all’estero piaccia o non piaccia ci rappresenta tutti, è stato deriso (letteralmente, con una sonora risata e gli occhi al cielo dei due), indicato come inadempiente sulle misure nazionali da adottare contro la crisi dei debiti sovrani, messo tacitamente sullo stesso piano della Grecia (Sarkò ha enumerato in un separato elenco Irlanda, Portogallo e anche Spagna), accettato a fatica come interlocutore (e soltanto a questo titolo definito degno di fiducia dalla Merkel).

Se si calcola che nel palazzo del Consiglio europeo regnano di norma linguaggio diplomatico e moderazione di comportamenti, diventa facile capire perché Francia e Germania — certamente decisive per riuscire a galleggiare nello tsunami dell’euro — siano riuscite a irritare buona parte dei loro partner comunitari.

Ma detto degli eccessi della Merkel e di Sarkozy, come non chiederci se e quanta ragione avevano? Il governo Berlusconi è in effetti inadempiente e non ha portato a Bruxelles quel decreto sviluppo che già da tempo avrebbe dovuto varare. Così facendo Berlusconi mette a rischio l’intera manovra anticontagio che sarà varata mercoledì. E non sono serviti a nulla, finora, gli avvertimenti che sono stati fatti pervenire a Roma sulla tagliola che Sarkozy ha di nuovo ribadito ieri: per chi non fa la propria parte di lavoro, niente aiuti di solidarietà dal Fondo salva Stati. […]

Zo en plein public uitgelachten worden is irritant en vernederend, schrijft Mario Calabresi, de hoofdredacteur van La Stampa. Maar zijn conclusie is duidelijk.

E’ odioso essere commissariati, essere cittadini di uno Stato a sovranità limitata, a cui premier stranieri dettano l’agenda delle riforme e impongono tre giorni di tempo per dare risposte.

È irritante assistere ai risolini e agli ammiccamenti di Merkel e Sarkozy quando sentono parlare d’Italia e di Berlusconi: ciò non è accettabile ed è irrispettoso.

È umiliante ascoltare che l’Europa ci considera alla stregua della Grecia, anzi – a quanto ci risulta – al vertice di ieri è stato detto che «in questo momento non solo l’Italia è in pericolo, ma è il pericolo».

Il rispetto però ce lo si conquista con la credibilità e mantenendo gli impegni e tutto questo a noi manca da troppo tempo. Siamo il malato d’Europa perché il governo è paralizzato e non riesce a indicare una direzione di crescita e riforme. In tutto il Continente, pur tra mille divisioni, si concorda su una cosa: o il premier italiano cambia improvvisamente marcia o – per il bene di tutti – si fa da parte seguendo l’esempio spagnolo.

Een tegengeluid valt te lezen in Il Giornale, de krant van Berlusconi’s broer Paolo. Hoofdredacteur Giuliano Ferrara wijst er in een commentaar op dat, als je sec naar de cijfers kijkt, Italië er helemaal niet zo slecht voorstaat.

Ma il primo a ridere di Berlusconi è Berlusconi, perché è un italiano sorridente e non un gallo cupo e ipercinetico. Però i banchieri e gli investitori e i risparmiatori francesi non ridono. Hanno in pancia oltre 400 miliardi di titoli italiani, il debito è puntualmente onorato, il Paese emittente ha un differenziale positivo tra entrate e uscite (avanzo primario), il patrimonio pubblico e il risparmio privato italiani sono imbattibili, l’indice di disoccupazione è migliore di quello francese, la capacità esportatrice competitiva. Le nostre banche si sono tenute relativamente fuori dalla turbolenza greca e dal contagio, quelle francesi ci sono entrate con tutte le scarpe e scoppiano di titoli semi insolventi. Corporativismi e freni alla crescita sono di casa da noi e da loro.Non so se l’ultimarisata, quella che conta, sarà dei donneurs de leçons.

Ferrara wil nu op zijn beurt de Fransen gaan uitlachen, vanmiddag.

Adesso è il nostro turno di farci quattro allegre risate, come oggi alle 17 in punto a Piazza Farnese,davanti all’Ambasciata di Francia, con Antonio Martino. Venite tutti, mi raccomando. Non piove.

Maar het probleem is natuurlijk niet alleen meer de cijfers, en in essentie niet eens dat de Italiaanse staatsschuld zo hoog is, ongeveer 120 procent van het bbp. Het probleem is dat Berlusconi geen geloofwaardig plan heeft om Italië weer te laten groeien. Of misschien nog meer: het probleem is dat Berlusconi niet de indruk wekt dat hij zich daar erg druk over maakt.

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